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Ancora modi di dire

Non avere grilli per la testa: 


L'espressione popolare <non avere grilli per la testa> vuol dire avere maturità ed equilibrio rifiutando eccentricità, fantasie, idee strane e bizzarre, desideri stravaganti o capricciosi. L'origine del motto rientra nell'immaginario popolare. Il grillo è, per le sue caratteristiche peculiari, protagonista in positivo o in negativo in tutte le antiche culture regionali e italiane. In questo caso ciò che colpisce è la capacità di fare salti anche da diversi metri. Di quì la metafora di qualcosa di incontrollabile che balza fuori all'improvviso dalla testa di qualcuno.
 
Fare la cresta


Truccare i conti, in specie quelli della spesa, per intascare un piccolo profitto illecito, dato dalla differenza tra la somma che si fa figurare e quella effettivamente pagata. L’espressione deriva da "fare l'agresto", ossia un vinello agro, con i chicchi d’uva acerbi o non ben maturi, che vengono staccati dai grappoli durante la vendemmia. Nel compiere questo lavoro, c’era sempre il contadino a giornata che, insieme con i chicchi non giunti a maturazione, ne spiccava anche di buoni, per rendere meno acidulo il suo "agresto"

Avere un diavolo per capello.


Essere particolarmente nervosi, arrabbiati. molto irritati, di malumore, o addirittura furibondi; come se si avesse in testa una serie di Diavoli che tirano i capelli.
 
Essere una Madonnina infilzata


Donna che nasconde la sua scarsa virtù o bontà dietro un'apparenza pia, devota; oppure dolce, innocente, remissiva, e comunque molto per bene. Quasi sempre ironico.
Allude alla Madonna dei Sette Dolori, che l'iconografia presenta con il cuore trafitto da sette spade.
 

DACIA MARAINI

Dacia Maraini nasce a Fiesole  il 13 novembre 1936 figlia dello scrittore e antropologo Fosco Maraini e della  la pittrice Topazia Alliata. Oltre che scrittrice di fama, la Maraini è stata per lungo tempo al centro delle cronache anche per la sua lunga relazione con Alberto Moravia, con cui visse dal 1962 al 1983, accompagnandolo nei suoi viaggi intorno al mondo.

Desideroso di lasciare l'Italia fascista, Fosco Maraini chiese di essere trasferito in Giappone, dove visse con la sua famiglia, tra il 1938 e il 1947, studiandogli Hainu, una popolazione in via di estinzione che viveva nell'Hokkaido. Dal 1943 al 1946, la famiglia Maraini, insieme con altri italiani, fu internata in un campo di concentramento, per essersi rifiutata di riconoscere ufficialmente il governo militare giapponese. Questo governo, infatti, nel '43 aveva fatto un patto di alleanza con l'Italia e la Germania e chiese ai coniugi Maraini di firmare l'adesione alla repubblica di Salò, cosa che appunto non fecero. Nella sua collezione di poesie "Mangiami pure", del 1978, la scrittrice racconta proprio delle atroci privazioni e sofferenze, provate in quegli anni, fortunatamente interrotti dall'arrivo degli americani.
Dopo questa difficile infanzia, la scrittrice si trasferisce prima a Bagheria, in Sicilia, e poi a Roma proseguendo gli studi ed arrangiandosi con lavori diversi: fonda insieme ad altri giovani una rivista letteraria, "Tempo di letteratura", edita da Pironti a Napoli, e comincia a collaborare con riviste quali "Nuovi Argomenti" e il "Mondo". Nel corso degli anni Sessanta, esordisce con il romanzo "La vacanza" (1962), ma comincia anche ad occuparsi di teatro fondando, insieme ad altri scrittori, il Teatro del Porcospino, in cui si rappresentano solo novità italiane, da Parise a Gadda da Tornabuoni a Moravia.  Lei stessa, dalla seconda metà degli anni Sessanta scriverà molti testi teatrali, tra i quali: "Maria Stuarda" (di largo successo internazionale), "Dialogo di una prostituta con un suo cliente ", "Stravaganza", fino ai recenti "Veronica, meretrice e scrittora" e "Camille".
In quel travagliato 1962, fra l'altro, Moravia  lascia la moglie e scrittrice Elsa Morante per lei.
Nel 1973 fonda il "Teatro della Maddalena", gestito da sole donne e dove cinque anni dopo si mette in scena "Dialogo di una prostituta con un suo cliente " (tradotto in inglese e francese e rappresentato in dodici paesi diversi). Il teatro, infatti, è sempre stato per Dacia Maraini anche un luogo per informare il pubblico riguardo a specifici problemi sociali e politici.
Tra i romanzi, a partire da quegli anni "L'età del malessere", "Memorie di una ladra", "Donna in guerra", "Isolina" (Premio Fregene 1985, ripubblicato nel 1992; tradotto in cinque paesi), "La lunga vita di Marianna Ucrìa" (1990, Premi: Campiello 1990; Libro dell'anno 1990; tradotto in diciotto paesi), da cui è stato tratto l'omonimo film di Roberto Faenza "Marianna Ucrìa". Un altro titolo degli anni '90 è l'importante "Voci" (1994, Premi: Vitaliano Brancati la Narrativa Flaiano 1997; tradotto in tre paesi).
Per la poesia, invece, la prima raccolta di versi, "Crudeltà all'aria aperta", è del 1966. Seguiranno: "Donne mie", "Mangiami pure", "Dimenticato di dimenticare", "Viaggiando con passo di volpe" (Premi: Mediterraneo 1992 e Città di Penne 1992), "Se amando troppo".
Romanzi 
La vacanza, Milano, Lerici, 1962.
L’età del malessere, Torino, Einaudi, 1963.
A memoria, Milano, Bompiani, 1967.
Memorie di una ladra, Milano, Bompiani, 1972.
Donna in guerra, Torino, Einaudi, 1975.
Isolina. La donna tagliata a pezzi, Milano, A. Mondadori, 1980.

ISOLINA

In questo bellissimo romanzo Dacia Maraini racconta la vera storia di Isolina, una ragazza come tante altre nella Verona a cavallo fra l'Ottocento e il Novecento, dove i militari potevano trovare facilmente divertimenti e belle donne.

Quando resta incinta, il suo amante, anch'egli un ufficiale dell'esercito, la costringe ad abortire e Isolina muore in modo raccapricciante fra urla strazianti sul tavolo di un'osteria. Ma per salvare l'onore dell'esercito tutto viene nascosto, come se Isolina non fosse mai esistita



Lettere a Marina, Milano, Bompiani, 1981.
Il treno per Helsinki, Torino, Einaudi, 1984.
La lnga vita di Marianna Ucria, Milano, Rizzoli, 1990.
Bagheria, Milano, Rizzoli, 1993.
Voci, Milano, Rizzoli, 1994.
Dolce per sé, Milano, Rizzoli, 1997.
La nave per Kobe. Diari giapponesi di mia madre, Milano, Rizzoli, 2001.
Colomba, Milano, Rizzoli, 2004.
Il gioco dellìuniverso. Dialoghi immaginari tra un padre e una figlia, con Fosco Mariani, Milano, A. Mondadori, 2007.
Il treno dell’ultima notte, Milano, Rizzoli, 2008.

Il treno dell’ultima notte
Emanuele è un bambino ribelle e pieno di vita che vuole costruirsi un paio di ali per volare come gli uccelli, si arrampica sui ciliegi e si lancia in bicicletta giù per strade sterrate. Ma tutto ciò che resta di lui è un pugno di lettere e un quaderno nascosto in un muro nel ghetto di Lodz. Per ritrovare le sue tracce, Amara, l’inseparabile amica d’infanzia, attraversa l’Europa del 1956 su un treno che si ferma a ogni stazione, ha i sedili decorati con centrini e puzza di capra bollita e sapone al permanganato. Visita sgomenta i resti del girone infernale di Auschwitz-Birkenau, percorre le strade di Vienna alla ricerca di sopravvissuti, giunge a Budapest mentre scoppia la rivolta, e trema quando i colpi dei carri armati russi sventrano i palazzi. Nella sua avventura, e nei destini degli uomini e delle donne con cui si intreccia la sua vita, si rivela il senso della catastrofe e dell’abisso in cui è precipitato il Novecento, e insieme la speranza incoercibile di un mondo diverso.

La grande festa, Milano, Rizzoli, 2011.

“La Grande festa”

È un linguaggio profondo e complesso quello con cui ci parlano coloro che abbiamo amato e non sono più con noi, ineffabile come il paese che abitano. I sogni e i ricordi sono il solo passaggio per questo luogo in cui le epoche della vita si confondono, “un’isola sospesa sulle acque, dai contorni sfumati e frastagliati”. Così, attraverso il filtro essenziale della memoria e del sogno, Dacia Maraini ci racconta in questo libro intenso e intimo come Bagheria coloro che ha amato, che l’hanno amata e che vivono ora solo attraverso i ricordi: “nel giardino dei pensieri lontani” rievoca e incontra la sorella Yuki, il padre Fosco, Alberto Moravia, Giuseppe Moretti – l’ultimo compagno scomparso prematuramente per una malattia crudele – l’amico carissimo Pasolini e un’inedita e fragile Maria Callas. Perché il racconto ha il potere di accogliere e abbracciare come in una grande festa le persone amate, restituendo al momento della fine, che oggi sempre più si tende a negare, a nascondere, quel sentimento estremo di bellezza e consolazione che gli è proprio. Dacia Maraini ci regala una storia sincera e struggente, un ritratto memorabile di sé che mescola affetti privati e pubblici, felicità e dolore. Un libro capace di emozioni rare, forte di una vita vissuta fino in fondo e del coraggio della narrazione della maggiore scrittrice italiana.

L’amore rubatocoll. Scala italiani, Rizzoli, 2012, 

L’amore rubato”
 
In queste storie affilate e perfette, dure e capaci di emozionare e indignare, Dacia Maraini racconta di un mondo diviso fra coloro che vedono nell’altro una persona da rispettare e coloro che lo considerano un oggetto da possedere e schiavizzare.
Sono tutte qui le donne raccontate da Dacia Maraini, in questo piccolo libro importante. Sono qui a mostrarci qualcosa di intimo, qualcosa di necessario e doloroso. Le donne di Dacia sono forti, hanno lottato, a volte hanno perso ma non si sono mai arrese. Le protagoniste de L’amore rubato combattono una battaglia antica e sempre attuale, contro gli uomini amati che sempre più spesso si dimostrano incapaci di ricambiarle, di confrontarsi con il rifiuto, il desiderio. Davanti a queste donne, mariti, amanti, compagni si rivelano ragazzini che stentano a crescere e confondono la passione con il possesso e, per questo, l’amore lo rubano: alle bambine che non sanno, alle donne che si donano troppo. Come Marina, che si ostina a cadere dalle scale, come Ale, che sceglie con sofferta determinazione di non far nascere il frutto di una violenza o ancora come Angela, che si addossa, aderendo alle parole della Chiesa, le colpe che una antica misoginia attribuisce alla prima disobbedienza femminile. In tutte queste storie affilate e perfette, dure e capaci di emozionare e indignare, Dacia Maraini racconta di un mondo diviso fra coloro che vedono nell’altro una persona da rispettare e coloro che, con antica testardaggine, considerano l’altro un oggetto da possedere e schiavizzare.

 Racconti 
Mio marito, Milano, Bompiani, 1968.
L'uomo tatuato, Napoli, A. Guida, 1990.
La ragazza con la treccia, Roma, Viviani, 1994.
Mulino, Orlov e Il gatto che si crede pantera, Viterbo, Stampa alternativa, 1994.
Buio, Milano, Rizzoli, 1999.

BUIO

Buio è lo sguardo della vittima. Buio è lo sguardo del carnefice. Buio è il cielo di chi non vede o finge di non vedere le tragedie che quotidianamente spuntano tra le mura domestiche e le vie delle città.La Maraini, una penna di straordinaria sensibilità femminile, porta alla luce storie di abusi, di violenza, di perversione, di degrado. Racconti brevi e asciutti, i cui personaggi, o meglio le vittime, sono colti nella loro ingenuità, nella loro capacità di rimanere puri anche di fronte all’abominio. Bambine e bambini, donne, omosessuali, sono le vittime di un mondo nefasto in cui le sopraffazioni sono all’ordine del giorno.
Un sonno senza sogni; Gita in bicicletta a Mongerbino, Bagheria, Drago, 2006.
Ragazze di Palermo, Milano, Corriere della Sera, 2007.
La ragazza di via Maqueda, Milano, Rizzoli, 2009.
La seduzione dell'altrove, Rizzoli, 2010.
Racconti per bambini [
Storie di cani per una bambina, 1996
La pecora Dolly, 2001
Liguori può...tu non può, 2001
La notte dei giocattoli,disegnato da Daniele Gud Bonomo
Poesie 
Botta e risposta poetica... o quasi, con Nicolò Maraini, Roma, Tip. editrice dell'Orso, 1960.
Crudeltà all'aria aperta, Milano, Feltrinelli, 1966.
Donne mie, Torino, Einaudi, 1974.
Mangiami pure, Torino, Einaudi, 1978.
Dimenticato di dimenticare, 1984
Viaggiando con passo di volpe, 1991
Se amando troppo, 1998
Teatro 
Il ricatto a teatro e altre commedie, Torino, Einaudi, 1970.
Viva l'Italia, Torino, Einaudi, 1973.
La donna perfetta, Venezia, La Biennale, 1974.
La donna perfetta seguito da Il cuore di una vergine, Torino, Einaudi, 1975.
Don Juan, Torino, Einaudi, 1976.
Dialogo di una prostituta con un suo cliente. Con un dibattito sulla decisione di fare il testo e la preparazione dello spettacolo, Padova, Mastrogiacomo-Images 70, 1978.
Sceneggiature 
Cuore di mamma, Milano, Forum, 1969.
Saggi 
Fare teatro. Materiali, testi, interviste, Milano, Bompiani, 1974.
La bionda, la bruna e l'asino, 1987
Cercando Emma, 1993
Un clandestino a bordo, 1996
I giorni di Antigone - Quaderno di cinque anni, 2006
Sulla mafia. Piccole riflessioni personali, Roma, Perrone, 2009.

 

GLOSSARTO (sesta parte)








































Robert Louis Stevenson

Robert Louis Stevenson 

Nato a Edimburgo, Scozia, il 13 novembre 1850, dopo una giovinezza ribelle e in polemica con il padre e con il puritanesimo borghese del suo ambiente, studia Legge, diviene avvocato ma non eserciterà mai la professione.
Nel 1874 i sintomi della malattia polmonare che lo aveva colpito durante l'infanzia si fanno più gravi; inizia una serie di soggiorni curativi in Francia. Qui Stevenson conosce Fanny Osbourne, americana, di dieci anni più grande di lui, divorziata e madre di due figli. La nascita della relazione con Fanny coincide con l'inizio dell'impegno a tempo pieno come scrittore. Non passa molto tempo e Stevenson ha l'opportunità di pubblicare i suoi primi racconti.
Oltre ai vari racconti inizia a scrivere anche saggi e poesie per vari periodici. Pubblica libri di vario genere, tra cui "Un viaggio nell'entroterra" (An inland voyage, 1878) e "Viaggio con asino nelle "Cevenne (Travel with a donkey in the Cevennes, 1879), la raccolta di articoli filosofici e letterari "A ragazze e ragazzi" (Virginibus puerisque, 1881), e la raccolta di racconti "Le nuove notti arabe" (The new arabian nights, 1882).
Nel 1879 raggiunge Fanny in California, dove era tornata per ottenere il divorzio. I due si sposano e tornano insieme ad Edimburgo.
La notorietà giunge in modo inaspettato con "L'isola del tesoro" 


(Treasure island, 1883), ancora oggi il suo libro più popolare: in un certo senso Stevenson con il suo romanzo ha dato vita ad un vero e proprio rinnovo della tradizione del romanzo d'avventura.
Stevenson è considerato uno dei maggiori esponenti di quel complesso movimento letterario che reagì al naturalismo e al positivismo. L'originalità della sua narrativa è data dall'equilibrio tra fantasia e stile chiaro, preciso, nervoso.
Nel 1886 viene pubblicato "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde"

(The strange case of Dr Jekyll and Mr Hyde). Anche questo titolo contribuisce - e non poco - a imprimere il nome di Robert Louis Stevenson nella storia della grande narrativa mondiale del XVIII secolo.
Nello stesso anno Stevenson pubblica "Il ragazzo rapito" (Kid napped), a cui l'autore darà un seguito nel 1893 con "Catriona" (1893).
Del 1888 è "La freccia nera" (The black arrow). Ne "Il signore di Ballantrae" (The master of Ballantrae, 1889)
Raggiunge un discreto benessere economico, tuttavia la salute cagionevole e l'attrazione per l'avventura lo spingono a lasciare definitivamente l'Europa alla ricerca di un clima più mite. Nel 1888 dopo una breve sosta a New York, riparte per l'Ovest e poi, insieme alla famiglia, alla volta del Pacifico meridionale. Si stabilisce nelle isole Samoa a partire dal 1891. Qui trascorrerà una vita tranquilla, lavorando fino al giorno della sua morte, circondato dall'amore e dal rispetto degli indigeni che in più occasioni avrà modo di difendere dalle prepotenze dei bianchi.
Robert Louis Stevenson muore a Upolu, nelle isole Samoa, il 3 dicembre 1894.
 
Romanzi 
 -  Una vecchia canzone- 1877
 – L’isola del tesoro -1883

 – La freccia nera -1883     

– Il trafugatore di salme- 1884
– Il principe Otto- 1885
– Lo strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde-1886
 -  Il ragazzo rapito  -1886
 – Il signore di Ballantrae.-  1888
 -  La cassa sbagliata  -1889
– Il relitto, scritto con  Lloyd Osbourne -  1892
– Catriona  -1893
 – Il riflusso della marea, scritto con  Lloyd Osbourne  -   1894
– Weir di Hermiston - 1896
– Si. Ives, finito da  Arthur Quiller-Couch - 1897
    Ricordo di Fleeming Jekin  
 
Antologie di racconti 

Le nuove Mille e una notte
Il club dei suicidi  
Il diamante del Rajah 
Il padiglione sulle dune 
Un tetto per la notte 
La porta del sire di Malétroit 
La provvidenza e una chitarra 
Il dinamitardo, scritto con Fanny Osbourne
Gli allegri compari e altri racconti 
Will del mulino 
Markheim
Janet la sbilenca 

Olalla 









Il diavoletto nella bottiglia  















Il tesoro di Franchard 
Gli intrattenimenti delle notti sull'isola 
La spiaggia di Falesà 
L’isola delle voci 

 E inoltre decine di opere teatrali, poesie, saggi e  centinaia di scritti di vario genere.

 

Lettere manoscritte

Leonardo da Vinci (Vinci 15 aprile 1452 . Amboise 2 maggio 1519 )
I massimi esperti di Leonardo pensano che Leonardo da Vinci, nella sua lunga e movimentata esistenza, abbia prodotto circa 100.000 documenti scritti. Di questi, oggi, solo 10.000 sono conosciuti al mondo.


Il codice sul volo degli uccelli è una raccolta di disegni e scritti di Leonardo da Vinci, comprendente 18 fogli della misura di 21 x 15 cm, ed è attualmente conservato alla Biblioteca Reale di Torino; gli è stato attribuito il 1505 come anno di redazione.
Il nome del codice è dovuto all'argomento dei testi e dei disegni. In particolare inizia ad analizzare il volo e la struttura degli uccelli per poi passare al disegno di macchine volanti. È leggenda l'episodio di un suo tentativo fallito dalla collina di Fiesole.

Richard Wagner, nato a Lipsia il 22 maggio1813 e morto a Venezia il 13 febbraio 1883,  è stato un famoso compositore, librettista, direttore d’orchestra e saggista tedesco. 


In questa lettera inviata al barone Ferdinand von Biedenfeld, Wagner delinea la sua teoria di interdipendenza delle arti (quella divenuta famosa col nome di Gesamtkunstwerk e sviluppata magistralmente nelle opere seguenti della sua maturità artistica) e della superiorità del dramma musicale.

Giacomo Casanova  (Venezia 2 aprole 1725 – Duchcov 4 giugno 1798 )
è stato un avventuriero, scrittore, poeta, alchimista, diplomatico, filosofo e agente segreto italiano, cittadino della Repubblica di Venezia. 
 Di lui resta una produzione letteraria molto vasta ma viene principalmente ricordato come avventuriero e come colui che fece del proprio nome il sinonimo di seduttore. A questa fama contribuì verosimilmente la sua opera più importante: Histoire de ma vie (Storia della mia vita), in cui l'autore descrive, con la massima franchezza, le sue avventure, i suoi viaggi e i suoi innumerevoli incontri galanti. 


Parti di lettere inviate da Casanova a due delle sue 121 donne
 
La sua grandezza consiste nell'aver mutato per sempre il modello d’interpretazione del mondo fisico.
Nel 1905, ricordato come "annus mirabilis", pubblicò tre articoli a contenuto fortemente innovativo, riguardanti tre aree differenti della fisica:
·         dimostrò la validità della teoria dei quanti  di Planck   nell'ambito della spiegazione dell'effetto fotoelettrico dei metalli;
·         fornì una valutazione quantitativa del moto browniano   e l'ipotesi di aleatorietà dello stesso;
·         espose la teoria della relatività ristretta  , che precede di circa un decennio quella della relatività generale.  
 
Questa era la sua calligrafia.
 
Napoleone Bonaparte scriveva volentieri, questo è un suo ritratto dettato da lui:
"In pochissime parole, questa è la mia storia... Invano, gli storici inglesi taglieranno, sopprimeranno, mutileranno, sarà per loro molto difficile farmi scomparire totalmente.
E uno storico francese dovrà pure occuparsi dell'Impero! Dovrà pure, se avrà un po' di coraggio, restituirmi qualcosa, darmi la mia parte! Il suo compito sarà facile, poichè i fatti parlano, poichè i fatti brillano come il sole.
Io richiusi l'abisso anarchico, e districai il caos: ripulii la Rivoluzione nobilitai i popoli e consolidai i re. Eccitai tutte le emulazioni, premiai tutti i meriti, ed allargai i limiti della gloria. Tutto questo, è pure qualcosa! E poi, per quali fatti mi si potrebbe accusare, senza che uno storico potesse difendermi? Forse per le mie intenzioni? Ma non mancano ragioni per assolvermi. Forse per il mio dispotismo? Ma si potrà sempre dimostrare che la dittatura era assolutamente necessaria. Si dirà che ridussi la libertà? Ma uno storico potrà dimostrare che la licenza, l'anarchia, i grandi disordini erano ancora alle porte. Sarò accusato di aver troppo amato la guerra? Ma lo storico spiegherà ch'essa fu soltanto opera fortuita delle circostanze, e che furono i nostri nemici che ad essa condussero gradatamente. 
Mi si rimprovererà, infine, la mia ambizione? Ah, certo, lo storico me ne troverà molta; ma della più grande e della più alta che, forse, sia mai esistita: quella di stabilire, di consacrare finalmente l'impero della ragione, ed il completo esercizio, l'intero godimento delle facoltà umana. E qui lo storico si troverà forse ridotto a dover rimpiangere che una simile ambizione non sia stata compiuta, soddisfatta!... In pochissime parole.... questa è la mia storia!" "Tutti nascono anonimi come me, in una anonima Ajaccio, in un'anonima isola, in un anonimo 15 agosto, di un anonimo 1769, da due anonimi Carlo e Letizia Ramolino; solo dopo diventano qualcuno; e se prima di ogni altra cosa sono capaci di non deludere se stessi, anche la volontà divina si manifesta sull'uomo....."
 
Testamento di Napoleone

 

MODI DI DIRE (3)

Hai proprio una faccia di bronzo


Si dice di persona sfrontata, spudorata, sfacciata, capace di azioni riprovevoli senza rimorsi, che non vergognandosi di nulla non arrossisce mai, proprio come se fosse di metallo.







Fare come i ladri di Pisa





Essere inseparabili nonostante le liti e i diverbi continui.
La tradizione toscana vuole che i ladri di Pisa andassero a rubare insieme durante la notte e poi litigassero fra loro tutto il giorno per dividere il bottino.











Avere gli occhi foderati di prosciutto


 Non vedere le cose più evidenti, e in senso lato, anche essere poco perspicaci.
Si dice anche: avere le fette di prosciutto sugli occhi; avere le fette di salame sugli occhi.

Vendere l'uccello sulla frasca



Far progetti basati su un evento che non si è ancora verificato. Riferito in particolare a futuri ma ancora ipotetici guadagni, come se si vendesse un uccello ancora prima di averlo catturato.

Darsi la zappa sui piedi


Farsi del male, procurarsi un danno, detto in particolare di chi agisce avventatamente o spinto dall'ira. Usato soprattutto a proposito di finisce per nuocere a se stesso pensando di danneggiare qualcun altro.
In latino si trovano locuzioni simili, come “darsi la scure sui piedi”, darsi la scure in una gamba“, e” darsi alle gambe da sé".

La scrittura CINESE

La scrittura cinese
(sintetica panoramica)


La più antica scrittura, tra quelle ancora in uso, forse è quella cinese. Non è possibile sapere con precisione quando sia nata perché le ricerche e gli scavi archeologici non sono stati così frequenti e costanti come in occidente o in altre parti del mondo. Originariamente pittografica, si è man mano evoluta verso forme più stilizzate, ed oggi i suoi caratteri , detti hànzì, non hanno più un aspetto riconducibile a ciò che un tempo rappresentavano ovvero  oggettiidee o addirittura indicazioni sulla pronuncia. Tradizionalmente il cinese si scrive in colonne verticali, dall’alto in basso e da destra a sinistra.
La diffusione e la pratica della scrittura ha fatto sì che il circa migliaio degli iniziali caratteri si moltiplicasse rapidamente fino a raggiungere la ragguardevole cifra di quasi 50.000; attualmente una persona di media cultura deve conoscerne circa 3000-4000.  Dato che i caratteri hanno forma quadrata e dimensioni identiche, normalmente gli scolari usano  fogli con apposite griglie che li aiutano a mantenere grandezze e distanze costanti.
Lo scritto si è mantenuto più tradizionale del parlato e ciò permette a coloro che parlano dialetti diversi di capirsi perfettamente scrivendo.

I PERIODI della scrittura cinese
Neolitica: recentemente sono stati ritrovati dei reperti di età neolitica (per lo più vasi e ossa di animali) con segni ed incisioni che potrebbero rappresentare una forma di scrittura primitiva, anche se gli studiosi non possono affermarlo con certezza; non è infatti possibile determinare se si tratti di un sistema di scrittura organizzato o semplicemente di simboli.
Oracolare
è quella ritrovata su ossa di animali e gusci di tartaruga risalenti all’età del bronzo cinese, soprattutto all’ultimo periodo della dinastia Shāng (1200-1050 a.C.); le domande da rivolgere erano scritte su ossa di grandi animali, soprattutto scapole di buoi uccisi come offerte sacrificali, ma anche gusci di tartaruga (specie il piastrone -la parte sottostante del guscio). Essi venivano riscaldati mediante l’applicazione di aste bollenti in fori realizzati in posizioni ben specifiche (per questo la pratica è anche dettapiromanzia); l’applicazione di calore causava delle crepe che poi indovini interpretavano come risposte delle divinità.


 
Iscrizioni su bronzo


coincidono col periodo della dinastia degli Zhou Occidentali (1066–770 a.C.) e della Primavere e degli Autunni (770–476 a.C.); i caratteri venivano fusi in grande quantità su recipienti di bronzo; sono molto simili a quella della dinastia Shāng, ma più regolari, con tratti più sottili e acuti. Dalla fine del periodo delle Primavere e degli Autunni, la scrittura iniziò a differenziarsi secondo il territorio. Gli Zhou Occidentali, nell’ultimo periodo, cominciarono a scrivere con uno stile che sarà alla base dello stile del sigillo; per non confonderli, esso è definito stile del grande sigillo, mentre quello successivo è chiamato stile del piccolo sigillo (o, più semplicemente, stile del sigillo).

Dinastia Qín: quando la dinastia Qín (221-206 a.C.) unificò la Cina, impose lo stile del sigillo a tutto il suo territorio; gli stili locali caddero così in disuso. I caratteri sigillari, che si evolsero gradualmente già nello stato di Qín durante l’ultimo periodo degli Zhou Occidentali, hanno una forma leggermente allungata in senso verticale e presentano linee piuttosto curve e tondeggianti. Lo stile mantenne questo nome anche dopo la fine della dinastia Qín e continuò ad essere usato come forma decorativa appunto nei sigilli , ossia nei ‘timbri’ usati per imprimere la propria firma sui documenti scritti. Contemporaneamente allo stile del sigillo, la dinastia Qín sviluppò una forma di scrittura più semplificata e popolare, nota come ‘scrittura degli scribi‘, usata dagli impiegati del governo. A questo periodo, oltre alle iscrizioni su bronzo, si diffondono testi scritti  con inchiostro su bambù, su strisce di legno e, più raramente, su seta.

Dinastia Han 
(nell'immagine cavalli in ceramica dipinta risalenti alla dinastia Han)

(206 a.C-220 d.C): è il periodo di maggiore diffusione della scrittura, perciò lo stile del sigillo venne relegato al solo compito datogli dal suo nome mentre, per tutti gli altri usi si preferì impiegare una scrittura più veloce e sbrigativa. I caratteri furono semplificati e persero ogni radice pittografica divenendo più spigolosi e assumendo forma quadrata e i tratti da rotondi si fecero rettii. Questo stile derivante dalla scrittura popolare della dinastia Qín prese il nome di stile clericale o anche stile cancelleresco. Durante la dinastia Han si affermò gradualmente anche un corsivo, informale, usato per stesura di bozze e documenti non ufficiali: dapprima si sviluppò come stile corrente (un semi-corsivo), poi come stile d’erba (un corsivo vero e proprio, con caratteri che si presentano in forma irregolare, simili a fili d’erba agitati dal vento). Infine, durante il III secolo d.C., apparve lo stile regolare: presenta dei tratti che ricordano lo stile corsivo, ma non è una forma corsiva. Fu durante la dinastia Han che si sviluppò la produzione della carta come supporto alla scrittura.
 
 
4. Stile clericale (a), stile corrente (b), stile d'erba (c), stile regolare (d)

Periodo delle dinastie del Nord e del Sud: a partire dal V secolo d.C. lo stile regolare si afferma in maniera definitiva e diventa ufficiale.

Periodo della dinastia Tang (618-907 d.C.): lo stile regolare si perfeziona ulteriormente grazie alla maestria di esperti calligrafi. Da allora è una forma standard rimasta, sostanzialmente, invariata fino ai giorni nostri con il nome di cinese tradizionale.
 
 La medesima parola in cinese tradizionale (in nero) e cinese semplificato (in rosso)

Modernità: nel corso del ventesimo secolo si decise di attuare una semplificazione dei caratteri tradizionali allo scopo di rendere più facile e veloce la scrittura e di incrementare l’alfabetizzazione: per eseguire certi caratteri tradizionali occorrono infatti anche 40 o più segni. La maggior parte dei testi della Cina continentale viene, attualmente,  stampata con caratteri semplificati, mentre a Hong Kong, Macao e Taiwan si usa ancora il cinese tradizionale. Nonostante la versione semplificata sia stata inizialmente criticata perché ritenuta arbitraria e poco coerente, oggi non c’è alcun obbligo di adottare l’uno o l’altro sistema di scrittura, poiché  sono praticati entrambi. In tempi recenti si è anche diffusa, per influsso occidentale, l’organizzazione della scrittura in righe orizzontali, da sinistra a destra.
esempio di cambiamento nel tempo, dallo Shang al moderno.

ROBERTO DENTI

Roberto Denti  

è nato nato a Cremona nel 1924 ma, ha vissuto a Milano dal 1946, dove ha iniziato a lavorare come giornalista a, Il Sole 23 ORE. 

E’ stato fraterno amico di Gianni Rodari e   nel 1972, insieme a Gianna Vitali, ha fondato  la "Libreria dei ragazzi", la prima libreria italiana dedicata esclusivamente a bambini e ragazzi. Ha collaborato con molti giornali quali: La Stampa, L’Unità, Il Manifasto e con parecchie riviste ma, nonostante abbia pubblicato saggi, romanzi e racconti anche per adulti, la sua intensa vita di prolifico scrittore è stata perlopiù dedicata ai giovani anche attraverso iniziative per la promozione della lettura e per la formazione e aggiornamento di insegnanti e bibliotecari.. 
E’ morto martedì,  21 maggio 2013, a Milano,   

PREMIO ANDERSEN 

Il premio Andersen è il maggior riconoscimento italiano assegnato alle più belle letture per i ragazzi. Promosso dalla rivista  Andersen  dal 1982 seleziona le migliori opere dell’annata editoriale, con un’attenzione particolare alle produzioni più innovative e originali. Fondato nel 1982 da Gualtiero Schiaffino si propone di far conoscere al grande pubblico non solo l’opera dei grandi autori, ma anche le voci nuove e i talenti emergenti, registrando e promuovendo i processi di rinnovamento del settore. Roberto Denti ha fatto parte della giuria, preticamente da sempre.  

PRINCIPALI OPERE 
La parola uomo è una conquista (poesie), Milano, Libreria editrice Cavour, 1969 Incendio a Cervara, Milano, Il formichiere, 1974 
Vogliamo un tram, Torino, Einaudi, 1976 
I bambini leggono, Torino, Einaudi, 1978 
Come far leggere i bambini, Roma, Editori riuniti 1982 
Ti piace la tua faccia?, Trieste, Elle, 1983 
La luna, i delfini e i gatti, Trieste, Elle, 1989 
Il cerchio dei tre fratelli, Milano,  Mondadori, 1990 
Conversazioni con Marcello Bernardi  Il libertario intollerante, Milano, Eleuthera, 1991 
Orchi, balli e incantesimi , Torino, Einaudi, 1993 
Athanor, Milano, Mondadori, 1994 
La moglie antilope e la moglie foca, 1996 
Chi ha paura di chi?, Milano, Mondadori, 1999 
Cento libri per navigare nel mare della lettura per ragazzi, insieme a Bianca Pitzorno e Donatella Ziliotto , Milano, Salani, 1999
Lasciamoli leggere. Il piacere e l'interesse per la lettura nei bambini e nei ragazzi, Torino, Einaudi, 1999 
Vera storia del principe Azzurro, 1999 
Tra noi due il silenzio, 2001 
Ancora un giorno. Milano 1945, Milano, Mondadori, 2001 
Giganti, streghe e animali magici, Milano, Mondadori, 2005 
Cappuccetto Oca, Piemme - Il Battello a Vapore 2006 
L' antilope e la foca, Milano, Mondadori junior, 2008 
Anelli magici e ladri di fuliggine, Piemme - Il Battello a Vapore, 2009 
Il ragazzo è impegnato a crescere, Milano, Topipittori, 2009 
Omaggio a mio figlio, Mondadori junior, 2010 
Chi ha ucciso l'Uomo Bagno, Mondadori junior 2010 
Lunga vita agli Avatar, Mondadori junior 2011

Scelti tra i tanti solo perchè ho reperito le copertine.



ATHANOR 





Un adolescente intraprende un lunghissimo cammino alla ricerca del padre alchimista, rapito da chi vuole strappargli un segreto conquistato dopo anni di ricerche. Attraverso luoghi e incontri Athanor scoprirà la barbarie e lo splendore dell'Europa medievale.   








Giganti, streghe e animali magici 



Le fiabe celtiche sono un patrimonio di antica tradizione nel quale affondano le radici della più remota cultura europea. Quil'autore ha cercato di rendere accessibili ai giovani lettori quel mondo incantato, meraviglioso e pur realistico, attraverso un unico personaggio protagonista di cinque episodi emozionanti e avventurosi.     










 
Cappuccetto oca 



 La nonna di Cappuccetto Rosso è molto arrabbiata. Da quando è diventata famosa con la storia del lupo, la sua nipotina si è montata la testa e si comporta come un'oca... Bisogna c
orrere ai ripari! Così, dopo qualch










I Bambini leggono 

 Queste pagine raccontano una parte della storia culturale italiana da un punto di vista inconsueto: quello dei bambini, dei libri, della scuola e degli insegnanti, dei genitori. In forma di diario, il libro è scritto da quella straordinaria "finestra sul mondo" che è la Libreria dei Ragazzi, aperta nel 1972 da Gianna e Roberto Denti. La libreria, prima in Italia nel suo genere, diviene molto presto punto di riferimento non soltanto di genitori e insegnanti, ma anche di autori e illustratori, bibliotecari e altre librerie che aprono nel frattempo. E un luogo di incontro e di scambio di idee. Roberto Denti, instancabile, compie opera di allargamento di orizzonti e di innovazione, difende i buoni libri contro l'omologazione, e sta dalla parte dei bambini. Intanto riflette e scrive. Le sue esperienze e i suoi pensieri sono raccolti nel libro "I bambini leggono" pubblicato da Einaudi nel 1978. A quattro decenni dall'apertura della libreria ripubblichiamo quel libro con aggiornamenti scritti negli ultimi anni, una nuova introduzione e una bibliografia sui titoli che hanno segnato la storia di questi quarant'anni. Sono pagine ancora attuali, utili e necessarie. Una testimonianza viva e appassionante per chiunque abbia a cuore i bambini, i libri e quella magica esperienza che é la lettura.

MODI DI DIRE (2)

Avere il bernoccolo 

Avere una particolare predisposizione per qualcosa, ad esempio gli affari, la matematica o altro. Il termine viene da una scienza di moda ai primi del 1800, la frenologia, fondata dal medico tedesco F.J.Gall e presto spogliata di ogni credibilità scentifica. Secondo tale teoria le facoltà mentali erano localizzate in punti ben determinati della corteccia cerebrale, e lo sviluppo di una particolare facoltà portava all'ispessimento della parte corrispondente, formando una bozza nella scatola cranica. Gall aveva identificato ventisette facoltà diverse, riconducibili ad altrettanti bernoccoli.   

Perdere la faccia  

Screditarsi, squalificarsi, perdere la reputazione, con la conseguenza di non avere più il coraggio di guardare nessuno a viso aperto.   


Piangere lacrime di coccodrillo 

Pentimento falso o tardivo. Secondo un'antica credenza, il coccodrillo piangerebbe dopo aver divorato la preda. In realtà è lo sforzo della digestione che in certi casi può produrre un effetto simile alla lacrimazione. L'espressione è registrata già da Apostolio e si ritrova in un'opera satirica bizantina del 1400. In greco esiste addirittura un verbo che significa più o meno “fare il coccodrillo”, sempre con il senso di pentirsi tardivamente e soprattutto falsamente di una cattiva azione.       

Quel tizio è un alto papavero

Personaggio eminente, importante, che ha grande potere o ricopre un'alta carica o posizione. Allude a un aneddoto citato da Tito Livio (Ab Urbe condita, I,54) secondo il quale il settimo re di Roma Tarquinio il Superbo, volendosi impadronire della città di Gabi, vi mandò il proprio figlio facendolo apparire un esiliato. Quando il giovane ebbe raggiunto una posizione di rilievo e inviò al padre un messaggero per chiedere istruzioni, il re si limitò a farsi accompagnare dal messo in un prato, e con un bastone falciò i papaveri più alti. L'inviato tornò a Gabi senza aver capito nulla, ma il principe interpretò esattamente il messaggio paterno e si affrettò a uccidere i cittadini più importanti, indebolendo così la città che venne poi facilmente conquistata da Roma.   

Battere il tamburo 


Dare ampia pubblicità, nel modo più clamoroso possibile, soprattutto a se stessi e a quanto si fa. Un tempo la lettura di bandi, editti, proclami e simili avveniva sulla pubblica piazza, e il banditore richiamava l'attenzione suonando un tamburo. Era questo l'unico modo di assicurarsi che la popolazione venisse informata delle decisioni dell'autorità.   

Dan Brown

Dan Brown è uno scrittore statunitense di thriller nato a Exeter il 22 giugno del 1964.
Dopo aver frequentato  la Phillips Exeter Academy si è iscritto all’Amherst College laureandosi nel  nel 1986. Volendo intraprendere la carriera di pianista e cantautore si è trasferito ad Hollywood riuscendo ad incidere quattro CD. Si è dedicato, poi, alla storia dell’arte studiandola all’Università di Siviglia in Spagna, è in questo periodo che rimane affascinato dalle opere di Leonardo da Vinci e comincia a nutrire un interesse per la crittografia.  Torna nel New Hampshire per insegnare inglese e nel 1994, durante una vacanza a Tahiti  legge un romanzo di Sidney Sheldon, credendo di poter scrivere meglio inizia questa nuova carriera, dapprima con sua moglie pubblicando, nel 1995, un romanzo a quattro mani dal titolo  187 Men to Avoid: A Guide for the Romantically Frustrated Woman,  poi, dopo aver abbandonato l’insegnamento si dedica alla scrittura a tempo pieno.
Blythe, sua moglie, è una storica dell'arte ed una pittrice, che lo aiuta nelle sue ricerche. 
I suoi primi tre libri hanno avuto poco riscontro, ma il quarto romanzo, 


Il codice da Vinci, è divenuto un bestseller, già nella prima settimana di pubblicazione, nel 2003. Con le oltre 80 milioni di copie vendute, il Codiceè è da considerarsi tra i libri più conosciuti e venduti al mondo. 

Sull'onda di tale successo anche i primi libri sono stati rilanciati I suoi romanzi sono stati tradotti in più di 45 lingue

I romanzi:
187 Men to avoid (raccolta di aforismi) (come Danielle Brown – New York, Berkley Books, 1995) 


Angeli e demoni - (Angels And Demons - negli USA nel 2000 , in Italia nel 2004) 
Il codice da Vinci - (The Da Vinci Code - negli USA nel 2003, in Italia nel 2004) 




La verità del ghiaccio - (Deception point - negli USA nel 2001, in Italia nel 2005) 



Crypyo - (Digital Fortress - negli USA nel 1998, in Italia nel 2006) 


Il simbolo perduto - (The Lost Symbol - negli USA e in Italia nel 2009) 


Inferno - (negli USA e in Italia nel 2013) 
Trama: 
 Nei suoi bestseller internazionali ,Il Codice da Vinci, Angeli e demoni e Il simbolo perduto , Dan Brown ha mescolato in modo magistrale storia, arte, codici e simboli. In questo nuovo e avvincente thriller, ritorna ai temi che gli sono più congeniali per dare vita al suo romanzo più esaltante. Robert Langdon, il professore di simbologia di Harvard, è il protagonista di un'avventura che si svolge in Italia, incentrata su uno dei capolavori più complessi e abissali della letteratura di ogni tempo: l'"Inferno" di Dante. Langdon combatte contro un terribile avversario e affronta un misterioso enigma che lo proietta in uno scenario fatto di arte classica, passaggi segreti e scienze futuristiche. Addentrandosi nelle oscure pieghe del poema dantesco, Langdon si lancia alla ricerca di risposte e deve decidere di chi fidarsi,prima che il mondo cambi irrimediabilmente...