Il cane nei secoli
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Il blog di Nicoletta Niccolai

Il cane nei secoli

Abbiamo molte testimonianze artistiche delle tracce lasciate dall'uomo nella storia. Ma del nostro amico cane?

Qual'è la sua più antica presenza documentataci dai nostri antenati?


L’antica civiltà egizia (6000 anni a.C.) ci ha lasciato raffigurazioni di un cane Cirneco ed è indubbio che è l'unica razza canina attuale esistente già nell'antichità, come si vede nei templi di Luxor, Beni-Hassan e nel Ti-Grab Sakkara o la statua lignea di Anubi trovata nella tomba di Toutankhamon. 

Nell'opera del 1829 di Champoillon: I monumenti dell'Egitto e la Nubia, alle tavole 16 e 17 si vedono, insieme a varie specie di cani, quelli che saranno poi da Aristotele chiamati i cani di Cirene. 

Aristotele (384/322 a.C) nel De generatione animalium (II, 746) e nell'Historia animalium (VII, 28) parla del "cane dalle orecchie aguzze" che definisce "antico cane mediterraneo" e" piccolo cane egiziano", e parla dell'incrocio del cane-sciacallo, che produce "Il cane d'India", cioè l'attuale cane Paria d'India. 

Attesta comunque che dal VII secolo a.C. (fondazione di Cirene) al V secolo a.C., veniva chiamato "cane di Cirene", cioè cirenaico.


In Mesopotamia abbiamo traccia di molossoidi in  un bassorilievo Assiro, antico di 2500 anni, che raffigura un cane di grossa mole con arti possenti e struttura leonina, con pelle che si raccoglie in pliche e pieghe sul collo e sulla testa; è tenuto da un uomo molto piccolo in materia dimensionale e porta in mano un bastone, che probabilmente vuole consapevolizzare lo spettatore riguardo al carattere dell'animale.

In Medio Oriente (Assiria, Persia) e persino in India, i cani esistevano già almeno 8000 anni fa. Di fatto non si hanno notizie di un cane della Mesopotamia che avrebbe conservato le stesse caratteristiche dal tempo dei Sumeri fino all’epoca di Dario (dal 4000 al 500 a.C.). I molossi furono addomesticati nel Neolitico dagli abitanti dell’attuale Iran; allevati in branchi e sovente addestrati per la guerra, furono utilizzati dai Babilonesi, dagli Assiri, dai Medi e dai Persiani.

Questi cani temibili venivano utilizzati per il combattimento, la sorveglianza dei templi e delle grandi proprietà, ma anche per la caccia al cinghiale e al leone. 

Sebbene gli antichi popoli Ariani possedessero greggi, la pastorizia era considerata un’attività secondaria, solitamente affidata agli adolescenti. E dunque poco probabile che i molossi fossero destinati anche alla sorveglianza del bestiame.

Dopo un rapidissimo giro a Pompei,



Ceterum ego dum omnia stupeo, paene resupinatus crura mea fregi. Ad sinistram enim intrantibus non longe ab ostiarii cella canis ingens, catena vinctus, in pariete erat pictus superque quadrata littera scriptum “CAVE CANEM”. (Petronio, Satyricon, 29, 1)




temino, questo omaggio all'amico quattro zampe, in una villa romana, quella del Casale a Piazza Armerina in Sicilia.




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