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Il blog di Nicoletta Niccolai

Sculture di... libri

Non ho trovato molti libri nelle sculture, diversamente dai quadri dove il libro è raffigurato in tutte le epoche.
L'opera più rappresentativa, secondo me è questa:
.La Fontana dei Libri si trova in via degli Staderari, nome che ricorda gli antichi fabbricanti di stadere e bilance, un tempo esistenti in questa zona. C'è da precisare che l'antica via degli Staderari, anticamente, non era questa, ma un'altra, posta parallelamente, soppressa allorché fu allargato palazzo Madama: questa via, in precedenza, si chiamava via dell'Università, in riferimento all'Università della Sapienza. La fontana è situata entro una nicchia coronata da un arco a tutto sesto e presenta una testa di cervo (simbolo rionale di S.Eustachio) fra quattro libri antichi, due in ciascun lato e collocati su due mensole laterali che ricordano la vicina Università. L'acqua sgorga da due cannelle in forma di segnalibri poste sui tomi superiori e da altre due, poste lateralmente sui tomi inferiori e si raccoglie nella sottostante vasca semicircolare. Questa composizione, in travertino, fu eseguita nel 1927 su progetto dell'architetto Pietro Lombardi e fa parte di quelle fontane commissionate dal Comune di Roma che volle ripristinare in vari punti della città alcuni simboli di antichi rioni o di mestieri scomparsi. Le altre fontane, tutte opera dello stesso architetto, sono: la Fontana delle Anfore, la Fontana delle Arti, la Fontana delle Tiare, la Fontana della Pigna, la Fontana delle Palle di Cannone, la Fontana dei Monti, la Fontana della Botte e la Fontana del Timone.

La più moderna e stravagante?

Una Torre di Babele  composta da 30.000 libri in lingue diverse, disposti in una struttura a spirale alta 25 metri, è la scultura che l’artista argentina Marta Minujin  ha esposto a Buenos Aires, nella centrale Plaza San Martin, accessibile ai visitatori come fosse una vera torre. ”L’idea è di unire tutte le razze attraverso i libri”, ha spiegato la stessa artista, ricordando l’occasione della proclamazione della capitale argentina come  Capitale mondiale del libro nel 2011da parte dell’Unesco, l’agenzia Onu per l’educazione, la scienza e la cultura. La Torre di Babele aveva al suo interno sette piani ed era visitabile dal pubblico in gruppi di al massimo 100 alla volta, accompagnati da un audio che recitava la parola ”libro” in tutte le lingue del mondo. I libri usati come ”mattoni” per costruirla erano per la metà donazioni di una cinquantina di ambasciate a Buenos Aires, e per l’altra metà donazioni di privati, mobilitati con una campagna pubblica, il cui fine era la creazione di una ”opera di partecipazione di massa”. Nell’ultimo giorno di apertura, il 28 maggio, ai visitatori è stato permesso di scegliere un libro fra quelli che componevano la torre e prenderselo. Quelli che non sono stati regalati ai visitatori sono stati donati alle biblioteche. Già nel 1983, subito dopo la caduta della dittatura militare (1976-83), Marta Minujin costruì un Partenone di libri usando solo titoli messi all’indice dalla giunta militare. 


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