Caronte e Minosse
I ROMANZI e le FAVOLE di Nicoletta - Con la FANTASIA puoi essere Ovunque e Chiunque
RSS Segui Diventa fan

Articoli recenti

Perché si dice...?
Finalisti premio STREGA 2014
MO YAN
Povero lupo
ELIZABETH GEORGE

Categorie

Divagazioni
ESORDIENTI
EVENTI
fantascienza
favole
Giallo
Grandi di ogni epoca
Libri e libri
Lingua italiana
Modi di dire
neologismi
NOVITA' IN LIBRERIA
Ora
paranormale
PAROLE DIFFICILI
Scrittori
Viaggio nella scrittura
Video
powered by

Il blog di Nicoletta Niccolai

Caronte e Minosse

Scipione, Caronte, Minosse, ovvero i tre anticicloni africani che hanno letteralmente infuocato l'Italia. 
Mi soffermo sugli ultimi due e, in tema di caldo, vi porto all’inferno, qiello di Dante però. 
Per farmi perdonare di cotanta arsura vi delizio, però, con stupende immagini di Gustav Dorè (illustratore della Divina Commedia) e di Michelangelo (Vaticano. Cappella Sistina. Giudizio Universale

 Caronte. (canto III) 
 Ed ecco verso noi venir per nave         
un vecchio, bianco per antico pelo,
gridando: «Guai a voi, anime prave!
  
Non isperate mai veder lo cielo:
i' vegno per menarvi a l'altra riva
ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo.
   
E tu che se' costì, anima viva,
pàrtiti da cotesti che son morti».
Ma poi che vide ch'io non mi partiva,
  
disse: «Per altra via, per altri porti
verrai a piaggia, non qui, per passare:
più lieve legno convien che ti porti».
  
E 'l duca lui: «Caron, non ti crucciare:
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare».
  
Quinci fuor quete le lanose gote
al nocchier de la livida palude,
che 'ntorno a li occhi avea di fiamme rote.
  
Ma quell' anime, ch'eran lasse e nude,
cangiar colore e dibattero i denti,
ratto che 'nteser le parole crude.
   
Bestemmiavano Dio e lor parenti,
l'umana spezie e 'l loco e 'l tempo e 'l seme
 
di lor semenza e di lor nascimenti.  
Poi si ritrasser tutte quante insieme,
forte piangendo, a la riva malvagia
ch'attende ciascun uom che Dio non teme.
   















Caron dimonio, con occhi di bragia
loro accennando, tutte le raccoglie;
batte col remo qualunque s'adagia.
  
Come d'autunno si levan le foglie
l'una appresso de l'altra, fin che 'l ramo
vede a la terra tutte le sue spoglie,
  
similemente il mal seme d'Adamo
gittansi di quel lito ad una ad una,
per cenni come augel per suo richiamo.
   
Così sen vanno su per l'onda bruna,
e avanti che sien di là discese,
anche di qua nuova schiera s'auna.
 
«Figliuol mio», disse 'l maestro cortese,
«quelli che muoion ne l'ira di Dio
tutti convegnon qui d'ogne paese;
   
e pronti sono a trapassar lo rio,
ché la divina giustizia li sprona,
sì che la tema si volve in disio.
   

Minosse (cantoV)                     
Così discesi del cerchio primaio
giù nel secondo, che men loco cinghia
e tanto più dolor, che punge a guaio.
  
Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia:
essamina le colpe ne l'intrata;
giudica e manda secondo ch'avvinghia.
  
Dico che quando l'anima mal nata
li vien dinanzi, tutta si confessa;
e quel conoscitor de le peccata
  
vede qual loco d'inferno è da essa;
cignesi con la coda tante volte
quantunque gradi vuol che giù sia messa.
  
Sempre dinanzi a lui ne stanno molte:
vanno a vicenda ciascuna al giudizio,
dicono e odono e poi son giù volte.
  
«O tu che vieni al doloroso ospizio»,
disse Minòs a me quando mi vide,
lasciando l'atto di cotanto offizio,
  
«guarda com' entri e di cui tu ti fide;
non t'inganni l'ampiezza de l'intrare!».
E 'l duca mio a lui: «Perché pur gride?
    
Non impedir lo suo fatale andare:
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare».
  

0 commenti a Caronte e Minosse:

Commenti RSS

Aggiungi un commento

Nome:
Indirizzo e-mail: (obbligatorio)
Sito web:
Commento:
Ingrandisci il tuo testo, trasformalo in grassetto, corsivo e applica tanti stili diversi con le tag HTML. Ti mostriamo come.
Post Comment