La scrittura CINESE
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Il blog di Nicoletta Niccolai

La scrittura CINESE

La scrittura cinese
(sintetica panoramica)


La più antica scrittura, tra quelle ancora in uso, forse è quella cinese. Non è possibile sapere con precisione quando sia nata perché le ricerche e gli scavi archeologici non sono stati così frequenti e costanti come in occidente o in altre parti del mondo. Originariamente pittografica, si è man mano evoluta verso forme più stilizzate, ed oggi i suoi caratteri , detti hànzì, non hanno più un aspetto riconducibile a ciò che un tempo rappresentavano ovvero  oggettiidee o addirittura indicazioni sulla pronuncia. Tradizionalmente il cinese si scrive in colonne verticali, dall’alto in basso e da destra a sinistra.
La diffusione e la pratica della scrittura ha fatto sì che il circa migliaio degli iniziali caratteri si moltiplicasse rapidamente fino a raggiungere la ragguardevole cifra di quasi 50.000; attualmente una persona di media cultura deve conoscerne circa 3000-4000.  Dato che i caratteri hanno forma quadrata e dimensioni identiche, normalmente gli scolari usano  fogli con apposite griglie che li aiutano a mantenere grandezze e distanze costanti.
Lo scritto si è mantenuto più tradizionale del parlato e ciò permette a coloro che parlano dialetti diversi di capirsi perfettamente scrivendo.

I PERIODI della scrittura cinese
Neolitica: recentemente sono stati ritrovati dei reperti di età neolitica (per lo più vasi e ossa di animali) con segni ed incisioni che potrebbero rappresentare una forma di scrittura primitiva, anche se gli studiosi non possono affermarlo con certezza; non è infatti possibile determinare se si tratti di un sistema di scrittura organizzato o semplicemente di simboli.
Oracolare
è quella ritrovata su ossa di animali e gusci di tartaruga risalenti all’età del bronzo cinese, soprattutto all’ultimo periodo della dinastia Shāng (1200-1050 a.C.); le domande da rivolgere erano scritte su ossa di grandi animali, soprattutto scapole di buoi uccisi come offerte sacrificali, ma anche gusci di tartaruga (specie il piastrone -la parte sottostante del guscio). Essi venivano riscaldati mediante l’applicazione di aste bollenti in fori realizzati in posizioni ben specifiche (per questo la pratica è anche dettapiromanzia); l’applicazione di calore causava delle crepe che poi indovini interpretavano come risposte delle divinità.


 
Iscrizioni su bronzo


coincidono col periodo della dinastia degli Zhou Occidentali (1066–770 a.C.) e della Primavere e degli Autunni (770–476 a.C.); i caratteri venivano fusi in grande quantità su recipienti di bronzo; sono molto simili a quella della dinastia Shāng, ma più regolari, con tratti più sottili e acuti. Dalla fine del periodo delle Primavere e degli Autunni, la scrittura iniziò a differenziarsi secondo il territorio. Gli Zhou Occidentali, nell’ultimo periodo, cominciarono a scrivere con uno stile che sarà alla base dello stile del sigillo; per non confonderli, esso è definito stile del grande sigillo, mentre quello successivo è chiamato stile del piccolo sigillo (o, più semplicemente, stile del sigillo).

Dinastia Qín: quando la dinastia Qín (221-206 a.C.) unificò la Cina, impose lo stile del sigillo a tutto il suo territorio; gli stili locali caddero così in disuso. I caratteri sigillari, che si evolsero gradualmente già nello stato di Qín durante l’ultimo periodo degli Zhou Occidentali, hanno una forma leggermente allungata in senso verticale e presentano linee piuttosto curve e tondeggianti. Lo stile mantenne questo nome anche dopo la fine della dinastia Qín e continuò ad essere usato come forma decorativa appunto nei sigilli , ossia nei ‘timbri’ usati per imprimere la propria firma sui documenti scritti. Contemporaneamente allo stile del sigillo, la dinastia Qín sviluppò una forma di scrittura più semplificata e popolare, nota come ‘scrittura degli scribi‘, usata dagli impiegati del governo. A questo periodo, oltre alle iscrizioni su bronzo, si diffondono testi scritti  con inchiostro su bambù, su strisce di legno e, più raramente, su seta.

Dinastia Han 
(nell'immagine cavalli in ceramica dipinta risalenti alla dinastia Han)

(206 a.C-220 d.C): è il periodo di maggiore diffusione della scrittura, perciò lo stile del sigillo venne relegato al solo compito datogli dal suo nome mentre, per tutti gli altri usi si preferì impiegare una scrittura più veloce e sbrigativa. I caratteri furono semplificati e persero ogni radice pittografica divenendo più spigolosi e assumendo forma quadrata e i tratti da rotondi si fecero rettii. Questo stile derivante dalla scrittura popolare della dinastia Qín prese il nome di stile clericale o anche stile cancelleresco. Durante la dinastia Han si affermò gradualmente anche un corsivo, informale, usato per stesura di bozze e documenti non ufficiali: dapprima si sviluppò come stile corrente (un semi-corsivo), poi come stile d’erba (un corsivo vero e proprio, con caratteri che si presentano in forma irregolare, simili a fili d’erba agitati dal vento). Infine, durante il III secolo d.C., apparve lo stile regolare: presenta dei tratti che ricordano lo stile corsivo, ma non è una forma corsiva. Fu durante la dinastia Han che si sviluppò la produzione della carta come supporto alla scrittura.
 
 
4. Stile clericale (a), stile corrente (b), stile d'erba (c), stile regolare (d)

Periodo delle dinastie del Nord e del Sud: a partire dal V secolo d.C. lo stile regolare si afferma in maniera definitiva e diventa ufficiale.

Periodo della dinastia Tang (618-907 d.C.): lo stile regolare si perfeziona ulteriormente grazie alla maestria di esperti calligrafi. Da allora è una forma standard rimasta, sostanzialmente, invariata fino ai giorni nostri con il nome di cinese tradizionale.
 
 La medesima parola in cinese tradizionale (in nero) e cinese semplificato (in rosso)

Modernità: nel corso del ventesimo secolo si decise di attuare una semplificazione dei caratteri tradizionali allo scopo di rendere più facile e veloce la scrittura e di incrementare l’alfabetizzazione: per eseguire certi caratteri tradizionali occorrono infatti anche 40 o più segni. La maggior parte dei testi della Cina continentale viene, attualmente,  stampata con caratteri semplificati, mentre a Hong Kong, Macao e Taiwan si usa ancora il cinese tradizionale. Nonostante la versione semplificata sia stata inizialmente criticata perché ritenuta arbitraria e poco coerente, oggi non c’è alcun obbligo di adottare l’uno o l’altro sistema di scrittura, poiché  sono praticati entrambi. In tempi recenti si è anche diffusa, per influsso occidentale, l’organizzazione della scrittura in righe orizzontali, da sinistra a destra.
esempio di cambiamento nel tempo, dallo Shang al moderno.

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