Il pennino
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Il blog di Nicoletta Niccolai

Il pennino

Ve lo figurate vostro figlio mentre tenta di scrivere usando un pennino? 
E voi lo ricordate? 
Eppure è stato lo strumento di scrittura, nelle nostre scuole, fino agli anni 60.  Severi maestri erano ben attenti che sui compiti non vi fossero sbaffi, sgorbi e soprattutto macchie.
Ho accennato al signor pennino in un post precedente ma, ora desidero darvi maggiori dettagli su questo piccolo oggetto.


 I primi ad usarlo furono gli Egizi Nella tomba del faraone Ramsete II ne sono stati trovati di vecchi di 3300 anni ma per sentirne parlare bisognerà far passare un bel po’ di tempo. Nel el 1691 le religiose di Port Royal usavano pennini di rame che fabbricavano da sé. Nel 1717 i verbali degli stati generali dei Paesi Bassi, venivano redatti con pennini di forma tubolare in argento, montati su cilindri/penne anch'essi d’argento. Il 26/11/1738, Voltaire scrive a Thierot per fare una ordinazione di pennini d’oro. Nel 1763, la principessa di Carignano offre al piccolo Mozart pennini d’argento per il suo settimo compleanno…! 



Però non era un’abitudine di massa ma un uso d’élite per cui sino al 1800 si continuò ad usare l’elegante, signorile e maneggevole penna d’oca.  Al suo apparire pubblico, mister pennino suscitò parecchie polemiche: è un oggetto freddo, sembra un piccolo pugnale, ha la lingua biforcuta. Jules Janin nel 1857 lo malediceva, imputandogli di esser causa dei mali della società moderna, assieme al primo uomo che lo trasse dal vile ferro… e così che siate entrambi maledetti … (sembra di essere nel nostro tempo vero?) Ma chi può fermare il profresso? Il pennino svolse il suo ruolo per circa un secolo, molto poco in confronto alla penna d’oca, però contribuì a salvare molti volatili dalla spennatura. Ma approfondiamo ancora un po’

I primi pennini artigianali nacquero a Birmingham, in Inghilterra. Gillot, Mason, Mitchell, e Perry sono i loro inventori. Gillot in particolare, grazie al suo apprendistato con il celebre coltellinaio Skinner, godette di un gran vantaggio: era in grado di conoscere e poi mantenere a lungo il segreto del procedimento industriale di fusione, tempra e laminazione dei metalli. Riuscì così a sfruttare appieno i nuovi macchinari. Presse a bilancere, trance e macchine a vapore fisse comprese, con la loro velocità e instancabilità. Il prezzo di questi piccoli manufatti industriali risultò così enormemente inferiore rispetto a quelli costruiti artigianalmente, basti considerare che una confezione di 144 di questi pennini (detta grossa), costava quanto uno solo realizzato artigianalmente!
In Inghilterra sorsero le dinastie del pennino mentre in Europa si procedette con più lentezza, in Francia vennero importati da  Pierre Blanzy che capendone  l’importanza e la potenzialità industriale strinse accordi tecnico commerciali coi più importanti produttori britannici. La consevatrice Germania partì più tardi (1905) tedeschi furono più lenti e conservatori, complice anche l’immenso numero di oche che vivevano sul territorio e che non costavano praticamente nulla…

In Italia occorrerà invece attendere dopo il 1920 quando, l’autarchia del regime, si estenderà anche a questo modesto prodotto, una produzione industriale non disgiunta dalla ricerca del consenso anche nelle piccole cose .
E l’America? L’america si svegliò, per così dire, solo dopo la prima guerra mondiale. Ma che risveglio! Lanciarono, come nel loro stile, una aggressiva e vincente campagna a base di penne stilografiche e di macchine da scrivere!
Il pennino zoppicò un po’ ma non morì, anzi si estese anche in Cina e in Giappone, patrie del pennello.  
Sapete come si fabbricava un pennino?
Si partiva da laminati (l’acciaio migliore per i pennini arrivava da Sheffield (GB) e con una tonnellata se ne producevano circa 1.700.000 pezzi) di spessore variabile da 1 a 3 millimetri e su queste strisce si disegnavano i pezzi che venivano successivamente tranciati, sagomati, forati, stampigliati, incurvati, sgrassati. Alla punta veniva poi saldato un grano di iridio o di osmio iridio (metalli particolarmente resistenti, ricordiamo il brevetto “osmiroid”, lega praticamente indistruttibile), infine le punte stesse sono tagliate, rettificate, levigate, pulite e brillantate. Il pennino era così pronto per il commercio.
 Del pennino vi sono state oltre 10.000 varianti. Moda, tecnica, fantasia, creazioni tecnologiche e studi di forme, tutto era preso ad ispirazione e se ne vantava la superiorità, promuovendo ora questa ora quello!

Si arrivò a produrre pennini con nomi più o meno importanti, con materiali fantasiosi e più diversi, si produssero anche penne in vetro, pennini con forme più varie (famosi quelli a manina e dito, con torri, ecc…), fino ad arrivare a pennini protesi per combattere il crampo dello scrittore e a pennini conici i cui fianchi parevano pettini per baffi


Questa realtà pareva proprio non dovesse tramontare mai, vista la fantasia dei produttori e il basso costo unitario del pennino, che poteva essere tranquillamente abbinato ad una semplice cannuccia di legno. Vi erano però anche pennini d’oro e d’argento, con altrettanto pregiati steli o cannucce (stilofori) in cui inserirli. Anche le pietre preziose erano usate, come le lavorazioni filigrèe, veramente affascinanti alla vista. 


Ovviamente tutto ciò era riservato ai più abbienti.
Ma quello che all’inizio non era riuscito all’America, meglio riuscì ad un tale chiamato Laslo Biro e cominciò un’altra era.

 

5 commenti a Il pennino:

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Click here now on giovedì 26 dicembre 2013 12:50
Tengo un corazón agradecido agradecer a todos los que vienen a través de mis ojos. Y por supuesto, esta página me alegró el día y el autor que escribió este relato en particular me ilumina tanto!
Rispondi a un commento
 
top replica bell ross watches in uk on lunedì 17 marzo 2014 13:29
Bello,pulito,proprietari accoglienti,disponibili e gentilissimi ed in più prezzi onesti!torneremo sicuramente


Follow the link on giovedì 26 dicembre 2013 12:50
Tengo un corazón agradecido agradecer a todos los que vienen a través de mis ojos. Y por supuesto, esta página me alegró el día y el autor que escribió este relato en particular me ilumina tanto!
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Antonella on mercoledì 19 febbraio 2014 00:33
Ciao Nicoletta, sono del '58 ed anch'io ho fatto in tempo ad usare il pennino!!! Ricordo che il banco aveva in alto sulla destra un foro porta calamaio. Ricordo le mie dita nere o blu. Ancora adesso adoro i pennini, tanto d'essermi fatta montare tra due vetri, i vari pennini in mio possesso, la torre, la manina, etc., ancora adesso, amo scrivere con il pennino o la stilografica. L'estate scorsa portai un'amica a vedere alcune mostre qui a Soncino, e indovina cosa ci regalarono nonostante non ne avessero altre? Due penne d'oca bellissime ed abbiamo anche provato a scrivere due capilettera!!! Volevo complimentarmi ancora una volta per il tuo sito e complimenti per la fantasia con cui scrivi!!! Antonella De Checchi
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sportweten24h.weebly.com/ on sabato 26 luglio 2014 12:08
Aber bei den Streifen traegt auf , du bist jetzt 220 $ in der Luecke. sportweten24h.weebly.com/ Es gab eine Zeit, wenn die Wetten auf alles biegen in so gross , aber es gab keine Regelung zur Unterstuetzung Unterstuetzung steigenden Beliebtheit .
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