Il blog di Nicoletta Niccolai
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favole

Le illustrazioni delle favole

Avete mai riflettuto sull’importanza delle immagini che illustrano una favola? All’influenza dell’approccio visivo e ai sentimenti che può scatenare nella fantasia e nell’inconscio di un bambino?
Ho preso in considerazione alcuni disegni che raffigurano l’incontro tra Cappuccetto rossi e il lupo e ho cercato di analizzarle senza badare al segno grafico e al mio gusto artistico.




1)       Cappuccetto ed il lupo si squadrano con leggera curiosità, non trapelano altri sentimenti, la scena è chiara, il bosco rado ed illuminato, non c’è tensione.













2)      Qui la bambina è intimidita, il lupo fa intravvedere i canini e ha la lingua fuori. Anche lo sguardo dell’animale non è amichevole, inoltre la bestia sbuca da un fondo nero e la postura del corpo sembra voler avvolgere l’ingenua, paffuta Cappuccetto. Brividini.











3)      Lupo filone, ghigno furbastro, occhietto che dice: “ Adesso t’arrangio io cocchetta bella” e scodinzolio di bianca, angelica coda. Cappuccetto è allegra, sembra stia parlando con il lupo ma, i suoi occhi sono voltati dalla parte opposta, verso la coda del lupo o verso il gufetto? Gufo saggio  che la sta mettendo in guardia?






4)      Cappuccetto non è una bambinella, è una graziosa ragazzina che pare tranquilla alla vista di un lupo con atteggiamento da pecorella: schiena arcuata, passo strisciante, coda bassa. Ma, la giovanetta si stringe il soprabito rosso, quasi a difendersi e si para la schiena contro l’unico albero.













5)      Ma questi due sono amici: una graziosa bambina che gioca col suo cagnolino : “Vai prendi il legnetto?” 

Sinceramente è l’immagine che preferisco, non mi sono mai piaciute le favole cruente, quelle che incutono terrore e non ho mai amato i cacciatori e i lupi che mangiano le nonne.

Andersen e le sue favole

Hans Cristian Andersen nacque il 2 aprile del 1805 a Odense, una cittadina danese da genitori poveri. 
 


Divenne famoso per le sue fiabe, solo  in apparenza destinate ai più piccoli poiché, dietro una scrittura apparentemente ingenua si celano importanti insegnamenti morali. 
Molti dei suoi personaggi trovano la serenità ed anche la felicità dopo essere passati attraverso sofferenze ed angosce come avviene ad esempio nel 


 “Brutto anatroccolo” 
 INCIPIT 

 Era così bello in campagna, era estate! Il grano era bello giallo, l'avena era verde e il fieno era stato ammucchiato nei prati; la cicogna passeggiava sulle sue slanciate zampe rosa e parlava egiziano, perché aveva imparato quella lingua da sua madre. Intorno ai campi e al prati c'erano grandi boschi, e in mezzo al boschi si trovavano laghi profondi; era proprio bello in campagna! Esposto al sole si trovava un vecchio maniero circondato da profondi canali, e tra il muro e l'acqua crescevano grosse foglie di farfaraccio, e erano così alte che i bambini più piccoli potevano stare dritti all'ombra delle più grandi. Quel luogo era selvaggio come un profondo bosco; lì si trovava un'anatra col suo nido. Doveva covare gli anatroccoli, ma ormai era quasi stanca, sia perché ci voleva tanto tempo sia perché non riceveva quasi mai visite. Le altre anatre preferivano nuotare lungo i canali piuttosto che risalire la riva e sedersi sotto una foglia di farfaraccio a chiacchierare con lei.
Finalmente una dopo l'altra, le uova scricchiolarono. «Pip, pip» si sentì, tutti i tuorli delle uova erano diventati vivi e sporgevano fuori la testolina......   

o ne "La Sirenetta"

 INCIPIT 
 In mezzo al mare l'acqua è azzurra come i petali dei più bei fiordalisi e trasparente come il cristallo più puro; ma è molto profonda, così profonda che un'anfora non potrebbe raggiungere il fondo; bisognerebbe mettere molti campanili, uno sull'altro, per arrivare dal fondo fino alla superficie. Laggiù abitano le genti del mare. Non si deve credere che ci sia solo sabbia bianca, no! Crescono alberi stranissimi, e piante con gli steli e i petali così sottili che si muovono al minimo movimento dell'acqua, come fossero esseri viventi. Tutti i pesci, grandi e piccoli, nuotano tra i rami, proprio come fanno gli uccelli nell'aria. Nel punto più profondo si trova il castello del re del mare. Le mura sono di corallo e le alte finestre a arco sono fatte con ambra chiarissima, il tetto è formato da conchiglie che si aprono e si chiudono secondo il movimento dell'acqua; sono proprio belle, perché contengono perle meravigliose; una sola di quelle basterebbe alla corona di una regina.
Il re del mare era vedovo da molti anni, ma la sua vecchia madre governava la casa, una donna intelligente, molto orgogliosa della sua nobiltà; e per questo aveva dodici ostriche sulla coda, quando le altre persone nobili potevano averne solo sei. Comunque aveva grandi meriti, soprattutto perché voleva molto bene alle piccole principesse del mare, le sue nipotine. Erano sei graziose fanciulle, ma la più giovane era la più bella di tutte, dalla pelle chiara e delicata come un petalo di rosa, gli occhi azzurri come un lago profondo; ma come tutte le altre non aveva piedi, il corpo terminava con una coda di pesce..... 

Oppure Andersen fa notare atteggiamenti umani sbaglati quali lo snobbismo e l’altezzosità Della “Principessa sul pisello” 
IINCIPIT 
C'era una volta un principe che voleva sposare una principessa, ma ella doveva essere una principessa vera, una fanciulla di sangue blu. Perciò se ne andò in giro per il mondo cercando la giovinetta dei suoi sogni. Di fanciulle che affermavano di essere vere principesse egli ne trovò moltissime, ma al momento di sposarsi il principe era assalito da un dubbio: " Sarà proprio una principessa di sangue blu, oppure no? ". Qualcosa, infatti, nel loro modo o nel loro portamento era poco reale e non convinceva del tutto il principe. Egli quindi non si decideva a sceglierne alcuna e, infine, dopo tanto vagare per il mondo, se ne tornò al suo castello, deluso per non aver trovato ciò che desiderava. Una sera si scatenò un temporale: i lampi si incrociavano, il tuono brontolava, cadeva una pioggia torrenziale: non si era mai vista una bufera così!. Qualcuno bussò alla porta del castello, e il vecchio re si affrettò ad aprire. Era una principessa. Ma come l'avevano ridotta la pioggia e il temporale! L'acqua cadeva a rivoli dai suoi capelli e dai suoi vestiti, e le entrava nelle scarpe, uscendone dalla suola. Tuttavia ella si presentò affermando di essere una vera principessa. "E' ciò che sapremo presto " pensò la vecchia regina, e senza dire nulla a nessuno entrò in una camera e mise un pisello nel letto che era in mezzo alla stanza...
   
Od ancora “I vestiti dell’imperatore” 
Ovvero come è facile prendere in giro un uomo tronfio e vanitoso   


 INCIPIT 
 Molti anni fa viveva un imperatore che amava tanto avere sempre bellissimi vestiti nuovi da usare tutti i suoi soldi per vestirsi elegantemente. Non si curava dei suoi soldati né di andare a teatro o di passeggiare nel bosco, se non per sfoggiare i vestiti nuovi. Possedeva un vestito per ogni ora del giorno e come di solito si dice che un re è al consiglio, così di lui si diceva sempre: «E nello spogliatoio!».
Nella grande città in cui abitava ci si divertiva molto; ogni giorno giungevano molti stranieri e una volta arrivarono due impostori: si fecero passare per tessitori e sostennero di saper tessere la stoffa più bella che mai si potesse immaginare. Non solo i colori e il disegno erano straordinariamente belli, ma i vestiti che si facevano con quella stoffa avevano lo strano potere di diventare invisibili agli uomini che non erano all'altezza della loro carica e a quelli molto stupidi.
 "Sono proprio dei bei vestiti!" pensò l'imperatore. "Con questi potrei scoprire chi nel mio regno non è all'altezza dell'incarico che ha, e riconoscere gli stupidi dagli intelligenti. Sì, questa stoffa dev'essere immediatamente tessuta per me!" e diede ai due truffatori molti soldi, affinché potessero cominciare a lavorare.....      
Anche gli adulti possono riflettere, dunque favole da leggere a tutte le età.

Corriere dei Piccoli

IL CORRIERE DEI PICCOLI UN MESSAGGIO PEDAGOGICO TRA FAVOLE E FUMETTI  

Gente che ha superato gli… anta, ricordate il mitico “Corriere dei piccoli”? Io non ne perdevo un numero, quanti fumetti, quante letture interessanti. 
Secondo me oggi manca una pubblicazione simile per i nostri bambini e ragazzi, sul "corrierino le storie erano scritte per giovani lettori di tutte le età e, oltre a divertire, avevano uno scopo educativo.

Ho trovato alcune immagini 



 Ecco una carrellata di personaggi. 

Il Signor Bonaventura con il verde avversario Barbariccia (il cattivo delle storie)

Il Signor Bonaventura è un personaggio dei fumetti nato nel 1917 dalla fantasia di Sto (Sergio Tofano) ed apparso sulle pagine del Corriere dei Piccoli per svariati decenni.
Bonaventura, pupazzo dalla caratteristica marsina e bombetta rossa, i larghi pantaloni bianchi ed il fedele cane bassotto al fianco, era lo strampalato eroe di gaie avventure che lo vedevano quasi sempre squattrinato all'inizio e milionario alla fine.
 Il Signor Bonaventura fece la sua prima comparsa il 28 ottobre 1917 sul numero 43 del Corriere dei Piccoli, il supplemento per bambini del Corriere della Sera. Si trattava di un fumetto a tutta pagina composto da otto vignette, ciascuna corredata da un testo in versi.
Il successo del Signor Bonaventura fu immediato e da quel momento fece la sua comparsa ininterrottamente ogni settimana per ben ventisei anni, fino al 1943, diventando uno dei fumetti di maggior successo della prima metà del Novecento. Dopo la guerra le pubblicazioni vennero riprese, per poi essere ridotte progressivamente nel corso degli anni cinquanta e cessare definitivamente negli anni sessanta.
Negli anni ottanta il personaggio è stato ripreso dal disegnatore Carlo Peroni.




E il Sor 
Pampurio








Bibi, Bibò e il capitan Cocoricò, 










senza dimenticare la Tordella




Arcibaldo e Petronilla
Ispirato dalla rappresentazione teatrale “The Rising Generation”, George McManus (1882-1954) diede vita il 12 gennaio 1913 alle vicende umoristiche di una litigiosa coppia borghese americana: Arcibaldo e Petronilla (Jiggs & Maggie).

Sulle pagine dell’American Journal prese così forma la serie intitolata "Bringing up Father", incentrata sullequotidiane diatribe della bizzarra coppia, dalle quali Arcibaldo usciva quasi sempre malcioncio e acciaccato a causa delle botte ricevute dalla combattiva, dispotica e arrogante mogliettina Petronilla.
Di origine irlandese, bonario di natura, Arcibaldo ha fatto la sua fortuna in America dove è emigrato e si è arricchitograzie ad una vincita alla lotteria. In numerose occasioni è costretto da Petronilla a frequentare gli ambienti dellaborghesia, a lui poco graditi.
Nonostante indossi per forma, sempre e comunque,cilindropanciotto e cravatta, Arcibaldo è rimasto legato alle gioie della vita semplice, come deliziarsi davanti ad uno stufato di cavoli o prendere parte al bar con gli amici ad una partita di bigliardo o carte: un carattere contrapposto alle manie di grandezza della boriosa e goffa Petronilla!
Per finire con quelli più vicini al nosro tempo.

I mitici Puffi
Ten Ten











La Pimpa                                Stefy













Ed altri di cui non ho trovato più traccia. C'erano dei Topi, ad esempio Antracite e...la memoria. Ehi ragazzi d'un tempo mi date una mano?
Anche con i vostri ricordi del Corriere dei Piccoli.

fiaba e favola

Forse non tutti hanno in mente la sottile differenza che esiste tra il termine fiaba e favola.                             
La fiaba è presente in quasi tutte le culture, tramandata oralmente ha uno scopo di divertimento senza necessariamente averne uno morale. Ha come protagonisti uomini (siano adulti o bambini) circondati però da un mondo fantasioso popolato di streghe, orchi, maghi, folletti, spiriti strani ecc… Affascinavano ed impaurivano quando erano raccontate, accanto al fuoco, ai bimbi prima che andassero a dormire.
Le favole hanno, invece, quali protagonisti gli animali che di solito hanno perduto parte delle loro caratteristiche assumendone di umane. Dell’uomo impersonano vizi e virtù ed hanno sempre un fine morale.
Mentre la fiaba è un vero e proprio racconto, a volte molto lungo,  la favola può essere anche breve ma deve rispettare i canoni di una forma avvincente d’insegnamento.
 

Valentina, la tortora

Ho iniziato a scrivere una nuova favola. La protagonista è Valentina, una tortora postina che attualmente è alle prese con gli abitanti di un condominio (tutti volatili).
Mi piacerebbe conoscere  le vostre opinioni sul tipo di racconti che vorreste leggere ai vostri bambini, premettendo che io adoro gli animali.